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IL FILO DEL SENSO

Ci sono domande che non nascono da ciò che studiamo.
Sono presenti molto prima.
Fin da giovane sono stata attratta dal mondo dell'occulto e da quella parte della realtà che non trova sempre una spiegazione immediata.
La sensibilità medianica appartiene alla mia esperienza fin dall'infanzia. Crescendo, la vita ha continuato a mettermi davanti situazioni concrete, percezioni e coincidenze che mi hanno spinta a interrogare i confini di ciò che ritenevo possibile.
Non le considero dimostrazioni da offrire agli altri.
Sono state, prima di tutto, domande rivolte a me.
E nel tempo ho avuto spesso la sensazione che non fossi soltanto io a cercare: come se alcuni incontri e avvenimenti continuassero a condurmi verso qualcosa che avevo ancora bisogno di comprendere.
Per questo non mi è mai bastato credere.
Avevo bisogno di conoscere, studiare, confrontare e verificare.
**Non sono state le discipline a condurmi verso l'invisibile.
È stata la mia esperienza dell'invisibile a condurmi verso le discipline.**
L'astrologia evolutiva mi ha insegnato a leggere il tempo e a comprendere che ogni esperienza assume un significato diverso nel particolare momento della vita in cui accade.
L'incontro con il mio Maestro e il lungo percorso nella Biotransenergetica mi hanno insegnato che conoscere non significa soltanto comprendere: alcune esperienze devono attraversare il corpo, le emozioni e il simbolo per diventare realmente nostre.
Il Candomblé brasiliano mi ha condotta a incontrare il sacro attraverso la ritualità, la natura, gli Òrìshas e una conoscenza vissuta.
La ricerca mi ha poi portata alla tradizione di Ifá secondo il lignaggio della città di Òyó. Attraverso Baba e Iya, che ancora oggi accompagnano la mia formazione, sono stata iniziata in Obàtálá.
Ifá mi ha insegnato il valore della disciplina, della responsabilità e del rispetto verso una tradizione che non può essere separata dal proprio contesto.
È qui che ho incontrato anche il concetto di Òrì, riconoscendo in quel linguaggio qualcosa che parlava profondamente alla spinta interiore che mi aveva accompagnata per tutta la vita.
La medianità, intanto, ha continuato ad attraversare il mio cammino.
Gli anni mi hanno insegnato soprattutto il discernimento: percepire qualcosa non significa necessariamente averla già compresa. Tra l'esperienza e l'interpretazione esiste uno spazio che deve essere rispettato.
Ciò che porto oggi nel mio lavoro
Astrologia evolutiva, Biotransenergetica, medianità, Candomblé e Ifá appartengono a linguaggi e contesti differenti.
Non li considero parti intercambiabili di un unico sistema.
Ciò che nel tempo si è intrecciato è il mio sguardo.
Quando una persona si rivolge a me, non parto dallo strumento.
Parto dalla persona e da ciò che sta vivendo.
Può essere un sogno, un momento di cambiamento, una coincidenza o un'esperienza difficile da comprendere.
Ascolto quella domanda e metto a disposizione, quando possono essere realmente utili, gli strumenti e l'esperienza maturati durante il mio cammino.
Non per consegnare una spiegazione già pronta.
Ma per cercare insieme il filo che unisce ciò che sta accadendo fuori con ciò che si sta muovendo dentro.
Non posso percorrere il tuo cammino al posto tuo.
Posso però accompagnarti con esperienza, rispetto e ascolto, affinché ciò che oggi appare confuso possa diventare, poco alla volta, più leggibile.
Il senso non si impone. Si riconosce.